Cos'è
FINALITA’
Dare voce ai vissuti problematici e conflittuali vissuti dai cittadini ed individuare collettivamente le risorse relazionali e creative per trasformarli, favorendo la creazione fra gli stessi di una rete comunitaria solidale.
OBIETTIVI
- Creare delle buone comunicazioni e un clima di fiducia all’interno del gruppo laboratoriale: preliminare per favorire un processo di integrazione fra cittadini potenzialmente attivabili sul territorio
- Mettere in scena, con la creazione di più modelli di teatro-forum, situazioni problematiche e conflittuali di tipo sociale e legate all’esperienza dei partecipanti
- Stimolare, attraverso spettacoli pubblici di teatro-forum, una maggiore consapevolezza collettiva sulle problematiche in oggetto
- Far emergere, nei dibattiti teatrali, strategie atte alla trasformazione dei problemi rappresentati: idee eventualmente trasferibili dalla scena teatrale alla realtà territoriale per mezzo di azioni amministrative
- Divulgare e far sperimentare una metodologia creativa funzionale a rendere i cittadini soggetti comunitari e protagonisti della vita pubblica.
METODOLOGIA
Come strumento-guida verrà utilizzato il Teatro dell’Oppresso, metodo teatrale elaborato da Augusto Boal a partire dagli anni ’60, prima in Brasile e poi in Europa.
Il TdO si propone di rendere lo spettatore protagonista dell’azione scenica come preliminare affinché sia protagonista della propria vita. E’ basato sull’ipotesi che “tutto il corpo pensa”, cioè su una concezione dell’uomo visto come interazione reciproca di mente, corpo ed emozioni. Col TdO lo sviluppo della teatralità diventa uno strumento di liberazione collettiva, in quanto l’autoconsapevolezza della persona è resa possibile dallo “specchio multiplo” fornitole dagli altri. L’atteggiamento pedagogico che sta alla base di questa metodologia è di tipo non-giudicante, attento alle differenze, basato sulla maieutica e sul divertimento.
IL TEATRO FORUM
Il Teatro Forum, tecnica-simbolo del Teatro dell’Oppresso, porta in scena situazioni problematiche, conflittuali e oppressive appartenenti alla vita di attori e spettatori. Storie che si concludono, esattamente come nella realtà, con la sconfitta dei protagonisti. Ma il pubblico (gli “spett-attori”), attraverso l’azione teatrale, potrà mettere in gioco nuove strategie per tentare, queste storie, di trasformarle: entrando sulla scena, prendendo il posto dei protagonisti-oppressi e “lottando” teatralmente con i personaggi antagonistici. La funzionalità delle idee, delle strategie messe in atto, verrà poi verificata dagli spett-attori a partire dagli effetti prodotti sul palco, e riflettendo sugli stessi si metterà in moto un processo di presa di coscienza collettiva.
Diventando protagonisti del cambiamento attraverso l’azione teatrale ci si prepara, quindi, ad essere maggiormente protagonisti della propria vita sociale e personale, arricchendo il proprio modo di affrontare i problemi con le idee scaturite e verificate in scena. Il teatro-forum parte quindi dal presupposto che chiunque - singolo, gruppo o comunità - possieda potenzialmente le risorse per risolvere i problemi nei quali è immerso. Si tratta di creare le condizioni affinché queste risorse possano esprimersi: ciò avviene consentendo alla teatralità, che tutti abbiamo naturalmente a disposizione, di ritornare ad essere primigenio strumento di conoscenza e trasformazione.
DESTINATARI
Al percorso laboratoriale potranno partecipare i soli residenti, di maggiore età, dei comuni facenti parte dell’Unione Montana Valli Chisone e Germanasca.
Il gruppo potrà essere formato da un minimo di 12 ad un massimo di 20 persone: non sono assolutamente richieste precedenti esperienze teatrali. Ai partecipanti è consigliato l’utilizzo di abiti comodi (tuta e calzettoni vanno benissimo).
Allo spettacolo pubblico che concluderà il laboratorio, così come alle eventuali successive repliche che potranno essere organizzate sul territorio, potrà partecipare liberamente tutta la cittadinanza. Ogni evento spettacolare avrà una durata di circa due ore.
SPAZI E MATERIALI
Come spazio per il laboratorio è richiesto un ampio salone, sgombrabile da sedie o altri arredi, con una superficie fruibile di almeno 100 mq e un pavimento possibilmente elastico (parquet, linoleum ecc.). E’ importante che vi sia la disponibilità anche di una stanza attigua, anche di modesta metratura, utilizzabile nella fase in cui i sottogruppi tematici lavoreranno in parallelo. La sala principale, anche senza palco, potrà altresì ospitare il forum pubblico che concluderà il laboratorio.
Per il solo spettacolo è richiesta la disponibilità tecnica di un mixer, di un lettore CD collegato ad un piccolo impianto di amplificazione, di un paio di fari per l’illuminazione in scena.
TEMPI E ARTICOLAZIONE
La durata complessiva del percorso (comprensiva dello spettacolo pubblico finale) è di 46 ore di lavoro, così distribuite:
- presentazione attiva di 2 ore, aperta ai cittadini di tutti i comuni interessati, da organizzarsi in orario serale a fine settembre 2026
- un primo stage di base di Teatro dell’Oppresso, della durata di 12 ore, da giocarsi in forma intensiva nell’arco di un fine settimana (sabato pomeriggio, domenica mattina e pomeriggio) circa 15 giorni dopo la presentazione e aperto ai cittadini che si saranno nel frattempo iscritti
- in caso di disponibilità del gruppo laboratoriale a proseguire il lavoro, un successivo percorso di 32 ore (corrispondente ad un corso TdO di 2° livello) finalizzato alla messa in scena delle storie maggiormente condivise, al lavoro sulla teatralità e sui personaggi, alla sperimentazione del Teatro Forum attraverso lo spettacolo pubblico, aperto a tutti, conclusivo. Queste 32 ore potranno essere suddivise in 5/6 incontri ravvicinati da svolgersi, in orario diurno, preferibilmente di sabato. L’ultimo incontro risulterà immediatamente precedente allo spettacolo, che si terrà la sera stessa.
POSSIBILI SVILUPPI SUCCESSIVI
Tra i possibili effetti di questa prima esperienza si può ipotizzare, come spesso avvenuto, la costituzione di un gruppo locale di TdO disposto ad utilizzare, anche nel futuro, gli strumenti di questa metodologia in favore della comunità e del territorio.
Nel caso vi sia qualche amministrazione comunale interessata, altro possibile sviluppo potrebbe essere l’utilizzo di questa particolare forma di teatro in qualità di strumento di coinvolgimento, ascolto delle idee e valorizzazione delle proposte dei cittadini in relazione alle decisioni collettive.
COSTI E RIPARTIZIONE COMPITI
Alle amministrazioni interessate nessuna richiesta finanziaria verrà fatta da parte del regista e formatore teatrale che condurrà il percorso. Verrà invece richiesta:
- la fruibilità gratuita dello spazio dove si svolgeranno il laboratorio e lo spettacolo, ubicato preferibilmente al centro del territorio dell’Unione Montana e accessibile a tutti
- la disponibilità a pubblicizzare la proposta in modo capillare sul territorio, avvalendosi anche di locandine e della rete di associazioni che lo animano.
Parallelamente il formatore non richiederà ai partecipanti del laboratorio alcuna tariffa, se non il pagamento della quota associativa (10 euro), riferita all’anno in corso, dell’associazione teatrale proponente, “Livres como o Vento”, ed una eventuale offerta, libera ed anonima, a sostegno delle spese del formatore stesso durante le attività.
Lo spirito che sostiene questa proposta è offrire al territorio, nel quale lo stesso formatore è ora residente, alcuni strumenti di potenziale sviluppo comunitario in un’ottica essenzialmente di gratuità, garantendo nel contempo la professionalità maturata in 35 anni di lavoro.
SOGGETTI PROPONENTI
Assessorato alla Cultura del Comune di Pinasca
Associazione “Livres como o Vento”
IL FORMATORE
Autore di numerosi spettacoli di impegno civile, Paolo Senor è regista e responsabile formativo dell’associazione "Livres como o Vento" e della compagnia "Teatro di Terra". Propone da circa 35 anni corsi, laboratori e spettacoli che vengono fruiti da enti pubblici, associazioni culturali, cooperative sociali, in ambito scolastico e universitario. In merito alla metodologia del Teatro dell'Oppresso ha pubblicato il saggio "La ribalta degli invisibili", ed. Terre di Mezzo/Berti, ed è coautore dell’e-book “Quartopotere Quartaparete”. E' ideatore di una forma di teatro pedagogico denominata "Teatro dell'Ascolto".